Gennaio 7 2020

Raggi X

Una conoscenza approfondita delle relazioni tra struttura biologica e funzione è stata fondamentale per l’assistenza sanitaria in tutta la storia documentata; inoltre, la precisa comprensione della struttura biologica tridimensionale e delle sue implicazioni per la terapia rimane lo standard di riferimento attuale per la formazione in specialità mediche come la chirurgia, la neurologia e la radiologia.

Per fornire assistenza, gli specialisti in tali aree necessitano di una conoscenza approfondita dell’anatomia tridimensionale del paziente specifico sotto trattamento, poiché l’esatta disposizione e dimensione degli organi varia da individuo a individuo, e la forma esatta che la patologia può assumere è unica per ciascuno di noi.

Enormi progressi sono stati fatti nel corso dei secoli, utilizzando cadaveri per mappare l’interno del corpo umano nella norma, ma fino alla fine del XIX secolo, un medico curioso di sapere cosa stesse succedendo all’interno del corpo di un paziente specifico avrebbe dovuto sezionarlo, esponendolo spesso a un pericolo maggiore di quanto non lo facesse la condizione che lo aveva spinto inizialmente a rivolgersi al medico. Probabilmente, non è esagerato affermare che un medico qualunque, nel 1890 circa, avrebbe considerato irrealizzabile un mezzo non invasivo per vedere sotto la pelle umana di una persona viva, al pari della capacità di leggere i pensieri di un’altra persona.

Tutto questo stava per cambiare. Nel 1896, il fisico tedesco Wilhelm Roentgen scoprì i raggi X e inventò la fotografia a raggi X, per la quale fu insignito del primo premio Nobel per la fisica, nel 1901. Ora, per la prima volta, non senza rischi per la salute umana a causa delle radiazioni, che ci sarebbero voluti decenni per comprendere e prevenire, i medici potevano guardare all’interno del corpo in modo non invasivo, dall’esterno. Ma interpretare l’anatomia reale da una radiografia non è così facile come sembra.

La scena raffigurata in una radiografia è piatta. Non c’è prospettiva. Tutto sembra essere situato sullo stesso piano. Guardate una radiografia del torace: le costole, i polmoni, il cuore e la spina dorsale appaiono come se fossero tutti un’unica struttura. Inoltre, poiché la luminosità di un oggetto in una radiografia è determinata dalla sua densità fisica, non dalla sua relazione con una sorgente di luce, i raggi X non presentano nemmeno le relazioni spaziali degli oggetti come siamo abituati a vederli.

Un oggetto denso che si trova effettivamente sullo sfondo di una scena può apparire così luminoso in una radiografia da cancellare oggetti che si trovano realmente di fronte a esso. La corretta interpretazione di un’immagine a raggi X come una vista della struttura anatomica interna richiede, quindi, una conoscenza generale dell’anatomia della regione interessata, probabilmente ottenuta dalla dissezione del cadavere, dall’aiuto di un atlante di anatomia e da un po’ di immaginazione. In alcune delle sue famose illustrazioni di anatomia e patologia, per esempio, il dottore e artista Frank H. Netter accostò raggi X e disegni per aiutare i professionisti a metterli in relazione l’uno con l’altro in maniera più efficace.

Così, la disponibilità della radiografia come strumento diagnostico richiedeva la padronanza di una nuova abilità da parte del medico: quella di leggere la radiografia, o meglio, di leggere una serie di raggi X presi da prospettive diverse. Inevitabilmente, alcuni medici erano più bravi di altri. Il tentativo di trasmettere contenuti tridimensionali attraverso una serie di immagini bidimensionali correlate costringe lo spettatore a immaginare o costruire una terza dimensione, riempiendo gli spazi vuoti. E’ questo modello mentale auto-costruito che lo studente deve imparare e comprendere. Ma poiché è auto-costruito, potrebbe essere inaccurato.



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Pubblicato 07/01/2020 da Fabrizio Artelli nella categoria "Storia

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