Gennaio 20 2020

Shinrin-yoku. Bagno nella foresta

Arriva dal Giappone la pratica dello shinrin-yoku, il “bagno nella foresta”, una forma di forest therapy che prevede un’immersione nei boschi che coinvolge tutti i cinque sensi.

Il termine è stato coniato nel 1982 dall’allora direttore generale dell’agenzia dell’agricoltura, delle foreste e della pesca, Tomohide Akiyama, cosciente del fatto che le persone in Giappone avevano bisogno di essere trattate e curate attraverso la natura. L’idea faceva anche parte di una campagna per proteggere le foreste: incoraggiate a visitarle per migliorare la propria salute, le persone sarebbero anche state incentivate a prendersene cura.

La terapia alla base dello shinrin-yoku prende spunto da un importante ramo della scienza medica la quale sostiene che trascorrere più tempo nella natura potrebbe avere alcuni sorprendenti benefici per la salute. In una serie di studi del 2010, gli scienziati hanno scoperto che quando le persone passano alcune ore in un ambiente più naturale (foreste, parchi e altri luoghi con un grande concentrazione di alberi) vi è un aumento della funzione immunitaria. Per questo motivo se un individuo si reca in una foresta e respira profondamente potrà godere di numerosi benefici, tra i quali concentrazioni inferiori di cortisolo, diminuzione della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna, diminuzione dello stress e cura della depressione. Il merito di questi benefici sarebbe da attribuire ai fitoncidimonoterpeni del legno degli alberi, i quali, oltre a rilasciare speciali sostanze nell’aria per proteggersi dal marciume e dagli insetti, sembrerebbero anche portare beneficio agli esseri umani.

Si inizia con un riscaldamento muscolare e uno stretching per prepararsi alla camminata. Adottare le pratiche del nordic walking è consigliato perché permette di attivare tutti i muscoli e aiuta la postura. La passeggiata è molto lenta, si percorrono circa due chilometri in due ore. Si passa poi al momento di meditazione guidata. Il concetto di mindfulness deriva da una pratica di meditazione sviluppata a partire dai precetti del buddismo, dello zen e dello yoga, per contrastare i pensieri negativi sul nascere.

Non si tratta semplicemente di fare esercizio o trekking, ma si parte dal presupposto di dedicare un momento a se stessi per riconnettersi con l’ambiente che ci circonda: guardare, ascoltare, assaggiare, odorare e toccare.

Camminare nei boschi fa bene: è uno dei rimedi naturali per la pressione alta, infatti quando siamo tra gli alberi il battito cardiaco rallenta, la pressione si abbassa e l’umore migliora rapidamente. Una nuova ricercaha confermato che passeggiare a contatto con la natura ha un effetto rigenerante sul cervello e aumenta i livelli di attenzione. Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, è stato condotto da Gregory Bratman, dottorando in biologia all’Universitàdi Stanford.

Shinrin-yoku è la pratica giapponese che ci ricorda di regalarci, ogni tanto, un momento fuori dallo spazio e dal tempo. Lasciare da parte il tempo che passa, buttare l’orologio e scollegarsi dai social network per un momento o magari per qualche ora e immergersi nella natura. Il passo fondamentale per regalarsi un bagno nella foresta è ritagliarsi un momento nell’arco della settimana o del mese.

Basta anche solo una camminata di un paio d’ore all’interno del bosco, seguendo i suoi sentieri ed entrando in contatto con le tante forme di vita presenti. Toccare il tronco di un albero, entrare in contatto con le sue foglie o bagnarsi i piedi nell’acqua di un torrente: tutto questo rappresenta il bagno nella foresta, un pieno di rigenerazione pura. 

I ritmi mentali rallentano, l’aria fresca e pulita rigenera le nostre cellule corporee e cerebrali, gli oli essenziali e i profumi dell’aria distendono le nostre tensioni. Camminare praticando momenti di silenzio, rimanendo in ascolto dell’esterno, dei rumori della natura circostante. 

In Giappone vengono organizzati gruppi guidati che praticano il Shinrin-Yoku, tanti sono i benefici che si possono ottenere.



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Pubblicato 20/01/2020 da Fabrizio Artelli nella categoria "Lo Stress", "Psicologia e Salute

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