Febbraio 18 2020

Prevenzione dei rischi nel reparto di oncologia

Il personale sanitario che opera nel reparto oncologico è esposto a vari tipi di chemioterapici. Tali farmaci possono essere cancerogeni e la manipolazione comporta un certo rischio per gli operatori. L’assunzione anche di piccolissime dosi di farmaco può avvenire per via inalatoria, per contatto cutaneo e per ingestione accidentale. I principali gruppi di chemioterapici antitumorali sono rappresentati da:

  • Agenti alchilanti (ciclofosfamide, cisplatino, carboplatino, ecc.)
  • Antimetaboliti (azatiopirina, fluorouracile, methotrexate, ecc.)
  • Antimitotici (vincristina, vinblastina)
  • Antibiotici (actinomicina, adriamicina, bleomicina, dounomicina)
  • Enzimi (L-asparaginasi).

Durante la preparazione, la somministrazione, lo smaltimento e l’eliminazione degli escreti del paziente, gli operatori devono indossare tutti i dispositivi di protezione individuale in dotazione

  • Guanti
  • Cuffia
  • Camice
  • Sovrascarpe
  • Occhiali
  • Semimaschera

Manipolazione di farmaci antiblastici

Nelle aree in cui si manipolano farmaci chemioterapici ed antiblastici, è vietato:

  • L’accesso al personale non autorizzato
  • Operare senza dispositivi di protezione
  • L’uso di cosmetici nelle zone di lavoro
  • Mangiare, bere, masticare chewing-gum, fumare e conservare cibo nelle zone dove si manipolano sostanze citotossiche
  • Indossare gli indumenti di protezione fuori dalle aree di lavoro
  • Riversare nel lavandino eccessi di farmaci

Procedure per la preparazione dei farmaci in flaconcino e in fiale:

  • Effettuare le operazioni sotto cappa adattando le apposite procedure
  • Prima di procedere leggere e seguire attentamente le istruzioni riportate sul foglietto illustrativo e seguirne le indicazioni
  • Aprire la fiala del solvente avvolgendo una garza sterile
  • Aspirare il contenuto della fiala secondo le modalità consuete
  • Nel perforare la membrana in gomma del flaconcino utilizzare un ago dotato di filtro idrofobico o filtro equalizzatore ed effettuare il foro al centro della membrana
  • Agitare il flaconcino
  • La rottura deve avvenire mediante movimento deciso delle mani rivolto verso l’esterno
  • Dopo aver introdotto l’ago, avvolgere lo stesso con garza sterile, per l’aspirazione
  • Introdurre prima la quantità minima di solvente necessario a bagnare la polvere, indirizzando il fluido sulla parete del flaconcino

La preparazione di farmaci antiblastici potrà essere effettuata su piano libero soltanto in situazioni di assoluta emergenza. In tal caso occorre:

  • Rivestire il piano di lavoro con ampi telini adsorbenti che trattengano le particelle e siano impermeabilizzati sulla parte inferiore
  • Tenere sul telino solo il materiale strettamente necessario
  • In caso di sversamento il telino deve essere immediatamente sostituito e comunque rimosso dopo ogni seduta di preparazione
  • Effettuare un’accurata decontaminazione e pulizia al termine della giornata di lavoro
  • Indossare i Dispositivi di Protezione Individuale.

Procedure per la somministrazione di farmaci antiblastici in terapie iniettiva:

  • Utilizzare siringhe ad ago bloccabili o con altri dispositivi di sicurezza e rimuovere l’aria dopo aver avvolto l’ago in un batuffolo di cotone
  • Durante la somministrazione del farmaco è necessario posizionare un telino impermeabile di protezione sotto il braccio del paziente per evitare spandimenti del farmaco sulla biancheria del letto
  • Effettuare la somministrazione a busto eretto al fine di aumentare la distanza del volto dal paziente
  • Lavarsi frequentemente le mani al termine di tutte le operazioni di preparazioni e somministrazione
  • Raccogliere i rifiuti e smaltirli seguendo le procedure per i rifiuti pericolosi.

Procedure per la somministrazione di farmaci antiblastici in compresse:

  • La frammentazione e la triturazione dei farmaci in compresse deve essere effettuata sotto cappa di sicurezza e con le stesse procedure adottate per i farmaci in flaconi.

Nella preparazione delle fleboclisi attenersi alle seguenti indicazioni:

  • Introdurre il farmaco nel flacone della fleboclisi perforando con l’ago della siringa la parte centrale della membrana del tappo; nel rimuovere la siringa dal flacone della fleboclisi, proteggere il punto di fuoriuscita dell’ago con una garza onde evitare fuoriuscita
  • La siringa utilizzata per l’introduzione del farmaco nella fleboclisi deve essere immediatamente smaltita con tutto l’ago negli appositi contenitori rigidi per rifiuti ospedalieri speciali
  • Procedere al riempimento del tubo di collegamento come di consueto; per evitare la fuoriuscita del farmaco utilizzare deflussori che impediscano il gocciolamento delle soluzioni e proteggere con una garza sterile l’estremità del tubo
  • Proteggere i farmaci fotosensibili contenuti in fleboclisi con un involucro protettivo in stoffa o foglio di alluminio da mantenersi durante la somministrazione
  • In caso di somministrazione del farmaco a un paziente disorientato e/o scarsamente collaborante, per evitare rischi da autoinoculazione accidentale chiedere aiuto ad un altro operatore

Procedure di emergenza in caso di contaminazione:

  • Toglersi gli indumenti contaminati
  • Lavare la parte contaminata con abbondante acqua e sapone. In caso di contaminazione degli occhi, irrorare l’occhio per almeno quindici minuti
  • Consultare un medico

In caso di spargimento, dopo aver indossato tutti gli indumenti protettivi, pulire accuratamente tutta l’area contaminata e smaltire il materiale contaminato nonché quello utilizzato per la pulizia come rifiuto ospedaliero speciale pericoloso.

Alla fine del lavoro, i DPI riutilizzabili (visiera, occhiali) devono essere lavati con detergente compatibile e sciacquati abbondantemente sotto un getto d’acqua moderato. Un’altra fonte di rischio sia per gli operatori sanitari di reparti di oncologia, sia per gli addetti al servizio e lo smaltimento dei farmaci antiblastici. La contaminazione può avvenire attraverso il contatto con gli indumenti del paziente, le lenzuola, gli escreti, la nebulizzazione dei risciacqui dei servizi igienici.

Considerando le fonti di rischio è evidente che gli addetti ai servizi sono altresì un gruppo a rischio. Tutti i materiali utilizzati (fiale, flaconi di farmaci, garze, guanti e mascherine monouso, siringhe ed aghi, flaconi per flebo e materiali per pulizie, telini) devono essere smaltiti secondo le procedure stabilite dalla normativa vigente. La cappa deve essere sottoposta a controllo di verifica di buon funzionamento e dei filtri semestralmente o ogni 1000 ore di lavoro, ovvero ogni qualvolta viene spostata. Tale verifica deve essere certificata da un tecnico qualificato.



Copyright Afis 2020. All rights reserved.

Pubblicato 18/02/2020 da Fabrizio Artelli nella categoria "Psicologia e Salute

Riguardo l’Autore

Psicologo e Psicoterapeuta Tel.: 375.544.1862 (per appuntamento)