Maggio 17 2020

Le reazioni alle esperienze stressanti

I sintomi dello stress possono suddividersi nelle seguenti quattro categorie:

  • Emotivi (tristezza, ansia, panico, sbalzi d’umore, letargia, collera, senso di colpa, impotenza);
  • Cognitivi (autorimprovero, abulia, difficoltà di concentrazione, amnesia);
  • Fisico/fisiologici (sudorazione palmare, palpitazioni, tremore alle mani, mal di stomaco, significative variazioni di peso, insonnia);
  • Comportamentali (crisi di pianto, aggressività, scatti d’ira, tendenze a isolarsi, eccessivo consumo di alcol, sigartette e caffè).

Il riconoscimento delle reazioni all’esperienza stressante può aiutare a ridurne l’intensità. La scelta della strategia di coping dipende dalla natura dell’evento, dalle caratteristiche personali, dal livello culturale e dalle valutazioni soggettiva dell’evento. La strategia prescelta è quella che l’individuo in questione ha trovato utile in precedenti situazioni stressanti, quindi non ne esiste una ricetta universale. La prima infanzia è generalmente il periodo in cui vengono fatti i primi tentativi di coping e quelle strategie, se efficaci, tenderanno a diventare parte del repertorio abituale di quella persona. Solo nel caso in cui quelle strategie si dimostrino infruttuose è opportuno aiutare la persona a elaborarne altre, che potrebbe rivelarsi più efficienti.

Esistono vari criteri per classificare le strategie di coping, ma qui ne presento tre:

  1. Gli stressor possono essere modificati, accettati o evitati:
  • Strategie che mirano a modificare lo stressor (modificare il corso di un evento o il risultato di una situazione);
  • Strategie tese ad accettare la situazione così com’è (solitamente quando è possibile modificarla) e a vederla in una luce migliore considerandola da un’altra prospettiva;
  • Strategie che cercano di evitare più possibile le situazioni e gli eventi stressanti (per esempio, scansare una persona che è fonte di stress).
  1. Secondo una dimensione temporale, le strategie di coping possono essere così suddivise:
  • Tentativi di intervenire mentre la situazione stressante è ancora in corso;
  • Tentativi di sopportarla e di intervenire sule reazioni quando la situazione stressante si è conclusa (rilassarsi, comunicare ad altri l’esperienza vissuta ecc.).
  1. Infine, in base all’aspetto sul quale si concentra l’attenzione, ci possono essere:
  • Strategie di coping incentrate sul problema, che mirano a risolvere il problema o a ridefinirlo;
  • Strategie di coping incentrate sulle emozioni, che mirano ad alleviare i sentimenti sgradevoli causati dagli stressor (dando espressione ai sentimenti, infondendo sentimenti più positivi, assecondando il pianto ecc.). quest’ultimo è il criterio più diffuso.


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Pubblicato 17/05/2020 da Fabrizio Artelli nella categoria "Psicologia e Salute

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