Agosto 21 2020

In viaggio II

“Avanzavo tra due file di curiosi, fino ad un semicerchio formato dagli arabi, davanti al quale stava il “vecchio dalla barba bianca”. Avrei voluto correre fino a lui ed abbracciarlo, ma ero intimidito dalla presenza della folla e non sapevo come avrebbe reagito. Feci dunque ciò che mi dettavano le più scontate convenzioni: avanzai risolutamente verso di lui, togliendomi il casco, e dissi: “Doctor Livingstone, I presume?”

Henry Morton Stanley

Diari dell’esplorazione africana


Effetti delle radiazioni solari

I raggi ultravioletti determinano l’abbronzatura (produzione da parte di particolari cellule della pelle, dette melanociti, di un pigmento scuro o melanina che fa da schermo contro le radiazioni ) e l’ispessimento dello strato superficiale dell’epidermide. Nonostante questi meccanismi di difesa i raggi UV possono essere pericolosi per la salute, in particolare di chi, come il viaggiatore internazionale, vi si deve esporre per ore nel deserto o ad alta quota con lo schermo dell’atmosfera ridotto ( a 1.500 m di quota l’intensità della luce solare è del 20% superiore a quella a livello del mare).

I raggi UV provocano infatti lesioni che vanno dalle scottature solari all’invecchiamento precoce della cute e, peggio ancora, ai tumori della pelle (epiteliomi e melanomi). I raggi UV di tipo B sono i più pericolosi riguardo il cancro cutaneo e all’invecchiamento della pelle. I viaggiatori nel deserto e ai tropici, i vagabondi del mare e gli alpinisti ricordino che sia il temibile melanoma, sia i meno pericolosi epiteliomi (anch’essi mortali comunque se non asportati in tempo utile) sono facilitati dall’esposizione cronica ai raggi solari. 

In particolare i viaggiatori sopra i 40 anni, di carnagione chiara e capelli biondi, con pelle ipercheratosica, cioè ispessita dalla continua esposizione al sole (comunemente la si chiama “pelle da marinaio” o “pelle da contadino”), deve vigilare sulle alterazioni della sua pelle, in particolare sui nei che si modificano di forma e colore o sui noduli superficiali scorticati che non tendono a guarire (possono essere degli epiteliomi basocellulari).



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Pubblicato 21/08/2020 da Fabrizio Artelli nella categoria "Psicologia e Salute

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