Gennaio 21 2021

Tiktalik, il morto risorto

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L’uccello-sciamano può viaggiare fino al cielo e raggiungere i confini del mondo. Egli è aquila o oca magica. Egli può tutto. Tutto il cosmo gli è accessibile, perché padroneggia l’arte della metamorfosi.” (M.Perrin)

Molte volte Tiktalik aveva udito nel suo caldo igloo, stretto al corpo dei fratelli che odoravano, come lui, di grasso di foca e di pelli affumicate, il racconto fantastico sull’”uomo che vola”. Una volta il padre aveva persino schizzato un disegno dello sciamano-uccello, usando come matita un rametto carbonizzato che andava su e giù da solo su una pergamena improvvisata. Suo padre era un uomo saggio e ispirato. Anche se non aveva i poteri dell’“hangakok”, tutti i cacciatori della banchisa lo conoscevano, e venivano da lui per chiedere consigli e ascoltarne i racconti favolosi.

“I suoi piedi si trasformano in zampe palmate, sulla testa gli crescono delle antenne, le braccia si riempiono di piume dure e resistenti come quelle dell’aquila, e all’estremità del suo dorso nudo si forma una ruota di penne colorate, resistenti come lamine d’ossa. Danza e suona il tamburo magico. La voce modulata si fa profonda, insostenibile per l’orecchio umano. Si solleva una ventata di neve e ghiaccio ed egli scompare nell’immensità senza limiti.”

Tiktalik adorava questi racconti e con tutto il rispetto dovuto al genitore non si stancava mai di fargli nuove domande sullo straordinario mago dei ghiacci. “Non hai mai raccolto una sua piuma, padre?” “Com’è che non muore di freddo, volando fino alle stelle più lontane?”

“Perché un uomo può diventare sciamano?” Questa domanda, soprattutto, intrigava il ragazzo. Il padre sorrideva e scuoteva la testa.

“Chi ha visto il prodigio conserva dentro di sé per tutta la vita il segreto della magia. L’uomo-aquila non disperde nel vento polare le sue piume, senza le quali sarebbe vulnerabile agli spiriti.” E continuava.

“All’inizio del mondo gli dèi stavano a Ovest e gli spiriti a Est. Gli dèi diedero vita ad esseri umani soprannaturali che non temevano né la malattia né la morte. Ma gli spiriti cattivi fecero un incantesimo contro gli uomini e questi cominciarono a soffrire la fame, la malattia e la decomposizione. Allora gli dèi buoni inviarono dal profondo del cielo un’aquila per aiutare le povere creature terrestri, ma queste non compresero nulla della creatura solare che intendeva proteggerli. Così il grande uccello tornò nel cielo, dove gli dèi gli affidarono un compito più concreto: planare sulla terra e conferire i suoi poteri di grande sciamano alla prima persona incontrata.

L’aquila vide un bosco e scorse, sdraiata sotto una pianta, una giovane donna sola. Ahimè, la missione stava nuovamente per fallire, perché il primo sciamano non poteva essere una donna. Ma la giovane si unì a suo marito e diede vita a un bel maschietto, che divenne il primo sciamano terrestre nella storia del mondo.”

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Pubblicato 21/01/2021 da studioafis nella categoria "Storia

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