Gennaio 28 2021

Il sole nero

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“Gli alchimisti del Medioevo dicevano che il sole è buio e i suoi raggi sono freddi. Avevano fatto anch’essi un’esperienza psichedelica? Mi rendo conto che la loro saggezza non è un paradosso, ma una verità scientifica.

Qualcosa mi viene introdotto nelle narici: sembrano delle cannucce sottili che mi salgono su per il setto nasale, arrivano fino ai seni e paiono sfiorarmi il cervello. Un soffio, poi un altro soffio più forte mi entra nel cranio; è un evento mentale che mi scuote dall’amaca. Questione di pochi secondi e la sostanza insufflata nelle mucose inizia a ricadere come neve nera sui ricordi, sull’altro, sulle mie sensazioni vitali.

Il sole è freddo, vero. Più ti avvicini e più è freddo; fredde le ali dell’aereo che mi portava qui, gelate come ghiaccio, eppure lassù lui splendeva, incandescente.  Oh, nel labirinto in fondo alla caduta c’è il mare. Creature trasparenti disegnano, col linguaggio da cui originano, polipi che sono meduse senza corpo ma piene di colori che comunicano il loro stato e si mutano continuamente in segni e geroglifici liquidi. Noi siamo ciò che pensiamo: è questo il logos che aveva scritto Fulcanelli?

Sono nella condivisione, ma parlo e comunico solo con i miei colori. Quali saranno mai? Sono appena nato e galleggio nel vuoto interstellare. Nell’iperspazio. Un bambino gioca con palline colorate: è mio padre, no, è l’Eone di Eraclito, no, sono io dopo la mia fine. Ciao morte. Mi sorride. Che pessimismo! E’ l’elfo che avevo smarrito a sei anni sotto il cuscino. Ora arriva il nunzio. Giunge, ne avverto la luce – azzurra come l’acqua di un golfo dimenticato. Il nunzio, nnziiiooo…

Chi mi scuote!

Mi strofino gli occhi e mi metto a sedere sull’amaca che dondola più del necessario; ma la vertigine finisce quasi subito. Col suo sorriso sdentato la sciamana mi offre una bevanda di cocco molto fresca. “Ora tu sai cosa significa morire e rinascere”

Anche i miei amici, ospiti della maga, cominciano a riaversi. Sbattono gli occhi, Elda si tocca le gambe, Will si pizzica il naso che gli dà ancora fastidio. Siamo “dei morti rinati”. L’assistente della maga si inchina di fronte a noi, rari bianchi che hanno avuto il privilegio di fare la conoscenza degli indòli amazzonici.

Tutti sorridiamo, rilassati. Com’è distante il nostro mondo dal loro! Non sapranno mai che sostanza come la psilocibina e la psilocina, attive anche nel fungo Stropharia cubensis, vengono metabolizzate prima di diventare psicoattive. E’ solo chimica, in fondo. Ma noi occidentali difficilmente possiamo capire, anche vedendo, anche toccando con mano come san Tommaso, che questo “soma” ha modificato per secoli, forse millenni, la concezione del mondo degli esseri umani, a livello sociale, temporale e psicologico.

Una semplice illusione, all’epoca della società di condivisione che la scimmia rappresenta ancora; oppure un rapporto diverso, fra la rappresentazione e l’assenza, le parole e le cose? Ma poi cos’è la realtà? Il circuito stampato che noi vediamo dall’alto dell’aereo, geometria tracciata e colorato da un aerografo celeste; oppure l’atlantide perduta nel fondo della nostra mente?

Di sicuro nelle ere da cui proviene la conoscenza di questa donna-scorz, di questa donna-sacerdotessa. Di questa donna-alchemica, non c’erano le guerre e gli orrori che noi conosciamo”.

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Pubblicato 28/01/2021 da studioafis nella categoria "XFile

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