Febbraio 11 2021

Perché un compagno immaginario?

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L’invenzione di un compagno immaginario rappresenta una soluzione creativa a cui il bambino può ricorrere per fare fronte ai suoi conflitti evitando di cadere in soluzioni patologiche e deve essere visto in funzione del suo bisogno di colmare uno specifico vuoto nel suo sviluppo personale e nella sua struttura di personalità, piuttosto che come una necessità legata ad una specifica età.

Dal punto di vista psicoanalitico e tra le tante funzioni del compagno immaginario rientra quella di essere adoperato come portavoce di sentimenti particolarmente difficili o dolorosi da esprimere per un bambino.

  • Quali caratteristiche ha l’amico immaginario?

Uno degli aspetti più significativi del compagno immaginario è che il bambino che lo crea lo tratta come fosse una vera persona, con una sua dignità e con caratteristiche personali che lo differenziano, talvolta in modo notevole, da colui che lo ha creato. Il bambino gli conferisce un’autonomia di pensiero e una vita personale alla quale si dedica quando non è impegnato con il suo compagno vero.

  • Tutti i bambini hanno un compagno immaginario?

Non è una prerogativa assoluta per ogni bambino e non è legata a minori o maggiori capacità di apprendimento o a particolari problemi nel rapporto con gli altri.

Per quanto riguarda la preoccupazione che possono mostrare i genitori, innanzitutto è importante tranquillizzarsi e pensare che è tipico di tutti i bambini immaginare di avere un amico uguale o diverso da lui.

Chiedere informazioni su chi è l’amico immaginato aiuta il genitore a capire che tipo di paura o desiderio ha il suo bambino. Stare al gioco del proprio figlio mantenendo separata la realtà dalla fantasia aiuta il bambino a fidarsi del genitore e a condividere con lui un magico viaggio nella fantasia.

  • Quale è il suo destino?

L’amico immaginario un bel giorno svanirà ritornando nello stesso posto da cui è arrivato, poiché sarà sostituito da nuovi giochi, da nuove relazioni con i compagni di classe.

D’Alessio M., Psicologia dell’età scolare, 2000, Carocci, Roma

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Pubblicato 11/02/2021 da studioafis nella categoria "Libere associazioni

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