Marzo 5 2021

Significati segreti e nome nascosto di Dio

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La matematica non è solo un linguaggio, ma un modo magico di indagare nei segreti del creato. Il numero rappresenta la struttura naturale e metafisica, ordinata del mondo e della realtà.” John D. Barrow

La cabala contiene molti elementi delle tradizioni antiche: dall’astrologia caldaico-babilonese alla mistica numerica, fino ai modelli neopitagorici. La sua documentazione storico-letteraria, risale al Libro dello splendore, del XIII secolo circa.

Sostiene Gabriele Mandel nel suo documentato libro sul sufismo che “tuttavia la Cabala deriva dagli studi sufici, e dai contatti che i ricercatori ebraici ebbero con gli ambienti dei sufi spagnoli”. Il sufismo in generale influì sulla mistica e sulla conoscenza ebraica e, sostiene l’autore, molti ebrei di Spagna furono traduttori, interpreti e codificatori di testi sufici, da Avicebron a Faragut e Maimonide.

La cabala giunta fino a noi si può distinguere, a grandi linee, in una dottrina speculativa e in una corrente pratica. La cabala pratica è quella che più si è prestata a utilizzazioni e mistificazioni magiche. Essa, infatti, nella versione popolare e luriana, è stata utilizzata anche per lo scongiuro di angeli e demoni, o per la preparazione di amuleti e iatture.

Ma la finalità esoterica della cabala consiste principalmente nella redenzione messianica. I cabalisti pongono dieci livelli fondamentali di Dio o sefiroth (da sefer). Per entrare in questi stadi di emanazione occorre una filosofia ermetica che permetta l’interpretazione dei dieci logoi, o sfere.

Pico della Mirandola, in possesso del raro sefer, studiò a fondo il testo, costruendo la sua conoscenza ermetica sull’interpretazione e indicazione delle dieci sfere in cui Dio si rivela e che formano “l’universo ricondotto a Unità”.

L’insieme di queste conoscenze – o sistema sephiroticum – ebbe grande fortuna non solo presso i neoplatonici. In esso, secondo la teoria esoterica, si offriva uno sguardo universale sia al mistico, che vi contemplava Dio; sia al mago o al teurgo che poteva finalmente conoscere “il nome di Dio, di per sé senza determinazioni né attributi”.

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Pubblicato 05/03/2021 da studioafis nella categoria "Storia", "XFile

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