Marzo 24 2021

Un profeta controverso

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La profezia era nota e coltivata, fin da tempi antichissimi, presso popoli come i Caldei e i Persiani. Zoroastro, fondatore dell’omonima religione, era un profeta e indovino di grande fama.

I Caldei costruirono la mitica torre di Babele, alta fino alle stelle, anamorfica come una xilografia di Escher. E per primi tentarono di fissare in leggi matematiche l’arte della divinazione. L’uomo da sempre è stato attratto dalla possibilità di leggere il futuro. Scriveva Pascal: “Non pensiamo quasi mai al presente e se ci pensiamo è per trarne indicazioni su come disporre del nostro avvenire”.

Le profezie e gli oracoli, che rivelano l’avvenire prima che accada, permettono all’uomo di essere padrone del proprio destino, dissipando la cortina paurosa del tempo. Altri profeti illustri, come il mistico Gioacchino da Fiore, il medico-alchimista Paracelso, la Monaca di Dresda e il frate bavarese che si firmava “Ragno nero” tentarono l’ardua impresa di “padroneggiare il tempo”.

La loro scienza occulta, il cui segreto non è mai stato svelato, consiste nel trasformare in una linea continua “la curva infinita del tempo”. In tal modo l’invisibile diventa visibile e l’inconoscibile si trasforma in un percorso chiaro ed evidente.

Nostradamus, dopo aver pubblicato la prima edizione delle Prophéties, apparse a Lione nel 1555, divenne famoso specie tra nobili e regnanti. Enrico II lo fece chiamare alla sua corte, Caterina de’ Medici lo consultava per ogni questione politica e personale, Carlo IX lo nominò consigliere e medico privato.

In un’epoca diffidente e superstiziosa, in cui bastava un’accusa interessante e un testo sospetto per cadere nella rete dell’Inquisizione, o venire accusato di eresia e stregoneria, Nostradamus attraversò indenne invidie, maldicenza e accuse larvate. La sua fama e la straordinaria professionalità lo protessero, si direbbe, come uno scudo magico.

 

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Pubblicato 24/03/2021 da studioafis nella categoria "Storia", "XFile

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