Aprile 6 2021

Un’opera alchemica

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Le Centurie, nelle quali esistono solo due riferimenti cronologici precisi: l’anno 1792 e l’anno 1999, secondo Vitriol sarebbero essenzialmente un’opera di contenuto esoterico. Come l’Apocalisse di Giovanni Evangelista, le quartine celano un significato segreto; percorrendole l’iniziato dovrebbe trovare la strada del perfezionamento interiore, mediante un’apparente visione extra-temporale.

Secondo Alexandrian l’opera di Nostradamus “ha un unico e preciso significato accuratamente occulto”. Egli fu uno studioso straordinario ed ebbe “visioni premonitrici in stato di autoipnosi” o, come egli stesso scrisse “Le mie riflessioni notturne e profetiche (sono) ispirate da un istinto naturale unito a un’autentica esaltazione poetica”.

C’è anche chi sostiene che Nostradamus abbia appreso, nel corso dei suoi viaggi in Egitto e Persia, le “parole di potenza”, traducendo il testo sacromagico del Libro dei morti. La sua permanenza, anteriore al 1537, nel monastero cistercense di Orval, ha fatto pensare all’iniziazione di Nostradamus ad una setta molto potente.

I Cistercensi furono, infatti, continuatori dei segreti dell’Ordine dei Templari, ufficialmente distrutti e costretti alla clandestinità da due secoli. Nello stesso periodo, considerato il più misterioso della vita di Nostradamus, l’astrologo avrebbe conosciuto Agrippa, famoso autore del De occulta philosophia. E’anche possibile che abbia incontrato Paracelso, medico eccentrico che scrisse, fra l’altro, un testo di profezie: La Prognastication. Inoltre si afferma che Nostradamus abbia conosciuto Faust, alchimista e mago del quale si dava per certo il patto col Diavolo.

Tutti questi incontri e conoscenze nell’ambiente ermetico avvalorano l’ipotesi che l’indovino fosse giunto gradualmente alla “scienza della profezia” mediante un’alta iniziazione che lo introdusse nel sancta sanctorum dei saperi esoterici.

Le sue Centurie sarebbero quindi il risultato di pronostici menzionati in vari testi sacromagici, composti secondo un metodo noto a pochi grandi maestri. Sulla base di queste certezze i fedeli di Nostradamus ritengono il mago di Salon non solo un indovino straordinario, un Signore del Tempo, ma anche un “divulgatore” di conoscenze occulte. Le sue previsioni rappresenterebbero un dono fatto all’umanità, così come altri maestri dell’alta magia hanno rivelato, nel corso dei secoli, conoscenze tecniche e spirituali utili allo sviluppo della civiltà.

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Pubblicato 06/04/2021 da studioafis nella categoria "Storia", "XFile

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