Origine del magnetismo animale

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Il fenomeno del magnetismo non fu una scoperta sensazionale, ma un anello del pensiero umano la cui genesi data dalle correnti filosofiche del 1700, le radici delle quali affondano nel concetto di natura intesa come rapporto causale.

Boerhave, Hoffmann, Leibniz, Stahl e soprattutto Gottfried Herder affermarono nelle loro dottrine, pur con termini diversi, che il principio vitale dominante nella natura è una sorta di fluido etereo o elettrico. L’elettricità fu la Musa della ricerca settecentesca, che incentivò numerosi studi in varie branche scientifiche. Così mentre Mesmer era già idolatrato nel 1784 Galvani, che stava studiando i fenomeni elettrici sui corpi animali, pubblicò i risultati delle sue straordinarie ricerche nel 1791.

Il mondo occulto sembrava scaturire dalla natura stessa di questi esperimenti, che proiettano il rapporto fra cause immateriali ed effetti tangibili, fra l’universo invisibile e il mondo reale. Cos’è l’elettricità se non il midollo trasparente del cormo? Attraverso il magnetismo lo scienziato ridiventa mago, occultista, interlocutore dell’Altrove; al contempo il mago si riveste di una teoria scientifica che lo assolve dal sospetto di stregoneria.

E’ la magia buona, naturale, che risplende attraverso il fenomeno del magnetismo animale e le sue applicazioni. Contemporaneamente troviamo nelle varie versioni del fenomeno teorie antiche ed esoteriche – dagli studi di Roger Bacon sulla “trasmissione delle malattie per via simpatica”, alla convinzione di Paracelso che “l’uomo si trovi al centro del poliedrico gioco delle forze universali”.

Non a caso fra i precursori più noti del magnetismo si può annoverare Robert Fludd, medico e maestro Rosacroce morto nel 1637, che considerava l’uomo un microcosmo con due poli e un equatore, attraversato da innumerevoli forze magnetiche. William Maxwell, autore nel 1679 del trattato De medicina magnetica, affermava che il Sole è sede del principio vitale, trasmesso poi a tutti i corpi mediante i movimenti della marea.

Grazie a una speciale “acqua magnetica” di sua invenzione, questo medico-mago ottenne non pochi successi terapeutici. Se a questi pensieri “che erano nell’aria” si aggiunge il rinato interesse del XVIII secolo per gli influssi lunari e per tutto ciò che in natura appariva miracoloso, si può considerare la “scoperta” di Mesmer poco più di una sintesi della credenza diffusa in vari ambienti esoterici e sperimentali.

Tuttavia, per la convergenza di fattori particolari, Mesmer riuscì a conferire a un pulviscolo di teorie la consistenza del metodo scientifico e tale sintesi lo rese celebre.

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