La calamita miracolosa

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Vienna 1772. Una signora della buona società, Franziska Osterlin, aveva tentato ogni cura per trovare sollievo alle crisi inspiegabili che la spossavano per giornate intere, le procuravano un’emicrania feroce e la svuotavano di ogni amore per il cibo e la vita.

Nessun medico riusciva a curarla e tantomeno a guarirla da quelle manifestazioni patologiche di origine sconosciuta. Apparentemente nessun organo era leso; ma il suo corpo si rifiutava di funzionare, come se il cervello si divertisse a sconvolgere, per un gioco perverso, l’ordine naturale delle funzioni organiche.

La donna, dopo un inutile pellegrinaggio attraverso i clinici più famosi della capitale, approdò nello studio di Mesmer che abitava a Vienna nella lussuosa villa della moglie. A colpo d’occhio il medico capì che aveva a che fare con un’isterica. La donna si muoveva a scatti, non controllava il tono della voce, a tratti tremava ed era sempre sul punto di svenire.

Mesmer la fissò dritto negli occhi. “Siete disposta a sperimentare la terapia magnetica?”

“Tutto, dottore, tutto,” acconsentì l’infelice signora, “basta che mi dia giovamento.”

Mesmer iniziò ad applicarle un potente magnete di sua invenzione, che passava su tutto il corpo seguendo linee cosmiche corrispondenti ai punti cardinali, ai grandi astri e ai flussi delle acque che scorrono dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso.

La donna, molto colpita dalla sicurezza del medico e dal suo strano strumento, guarì in poche settimane. Tutti gridarono al miracolo. Era nata “la terapia Mesmer” che, tuttavia, ai più informati sembrò identica a quella dell’astronomo di corte, padre Maximilian Hell: un illuminato che usava la calamità per curare malattie gastriche e nervose. Questa terapia era molto diffusa a Londra, “come le logge massoniche”.

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