Una teoria eclettica

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Mesmer, dopo il primo successo, iniziò a diffondere in modo sistematico la sua teoria nella quale non è difficile rinvenire tracce del pensiero esoterico e di alcune filosofie considerate eretiche centocinquant’anni prima.

Scriveva Giordano Bruno: “Esistono nello spazio infinite combinazioni: il loro insieme costituisce il fluido universale in cui sono immersi uomini e pianeti. L’armonia tra il grande cosmo e il piccolo cosmo avviene tramite vibrazioni che sono captate mediante l’eccitabilità neuromuscolare. La malattia non sarebbe, dunque, che la diminuzione o la mancanza di eccitabilità”.

Benché abborracciata e spesso confusionaria la teoria di Mesmer divenne sempre più famosa. E corteggiata. Il suo vantato magnetismo non faceva che riproporre cose risapute da tutti, ma proprio per questo ebbe l’investitura del senso comune. Il ciclo lunare, come dicevano Galeno e anche Bruno, non determina forse il ciclo delle maree? Non condiziona la natura – dalla fermentazione del mosto alle mestruazioni delle donne? E il Sole non è il più grande irraggiatore di energia esistente per il nostro pianeta? Mesmer col suo eclettismo teorizzò un fluido universalmente diffuso nel cosmo, che “influenza anche il sistema nervoso” accanto al quale agisce la gravitazione universale.

Teoria, fisica e metafisica si incontravano, materializzandosi nell’azione visibile della calamità. Di qui l’impatto magico e scientifico che poteva avere la dottrina sui pazienti e i lettori di Mesmer.

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