L’umiliazione

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Mesmer ricevette uno schiaffo morale quando, nel 1784, a un concerto in onore della regina comparve per suonare il clavicembalo Maria Theresia Paradis, gli occhi ciechi sbarrati nel vuoto. Quella donna senza speranza di luce era la smentita vivente della dottrina di Mesmer, lo scacco della sua vita. Di fronte ai commenti e all’ironia degli avversari il magnetizzatore dovette chinare la testa.

Seguirono molte vicissitudini personali, mentre la Francia si avviava verso la Rivoluzione e le teste coronate, con la vittoria del governo rivoluzionario, iniziarono a cadere sotto i colpi della ghigliottina.

Mesmer, pur essendo politicamente democratico, lasciò la Francia per trasferirsi in Inghilterra dove fu ospite di alcuni Fratelli. Di qui passò in Italia e in Germania. Trasferitosi nel Baden, trascorse gli ultimi anni a Meersburg, dove continuò a curare i malati e si occupò attivamente dell’addomesticamento degli uccelli.

Un suo amico, Kerner, scrisse che questa attività gli riusciva in modo stupefacente, grazie al suo indubbio potere di magnetizzatore e ipnotista.

Ma, in fondo, chi sia stato veramente Mesmer non lo saprà mai nessuno: se un Maestro, un visitatore, un adepto o solo un talentuoso taumaturgo. A differenza degli “invisibili” – le cui sepolture sono introvabili – egli si fece tumulare a Meersburg, in una tomba di fattura massonica.

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