Competenze interculturali al tempo della globalizzazione.

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Nel tempo delle globalizzazioni si assiste a forti mutamenti spazio- temporali, definiti “società liquida” da Baumann,“ non luoghi “ da Auge, “ hurried culture” ( cultura affannata, affrettata) da Bergman, “ spazio dei flussi” da Castells,“ compressione spazio- temporale”  da Harvey. A fronte di ciò è possibile dedurre  alcune conseguenze che attendono all’emergere di  nuove gerarchie sociali, diverse tipologie di comunità ed in sostanza di un profondo processo dissolutivo  delle strutture fondamentali della modernità.

Per quanto abbia origine nelle macrostrutture delle tecnologie informatiche, dei trasporti ad alta velocità e del nuovo capitalismo flessibile, il processo chiamato globalizzazione arriva ad investire in maniera travolgente la dimensione più intima dell’esperienza personale. Esseri umani con culture, religioni, valori e linguaggi diversi sono chiamati a convivere e ad interagire in luoghi, contesti e tempi più ristretti. A motivo delle diverse modalità comunicative, sul piano verbale, paraverbale, e non verbale, esistente nelle diverse aree della terra, è inevitabile che si verifichino incomprensioni, problemi e conflitti.

Analizzando da vicino la comunicazione fra persone con differenti retroterra linguistico-culturale, emerge che la comunicazione interpersonale esige delle competenze specifiche, culturalmente radicate, rispetto alle diverse forme di espressività. Di fatto , essa avviene, attraverso un codice condiviso, il linguaggio, inteso come insieme di segni comuni  all’interno di una certa area culturale che oggettiva il pensiero soggettivo, dando forma all’espressività.

 Importante sottolineare che la comunicazione non verbale ( postura del corpo, gestualità, espressioni del volto, sguardo) e la comunicazione paraverbale ( il tono della voce, le pause e i silenzi) generalmente ubbidiscono  in maniera ancora più forte a parametri  di natura culturale. Infatti, voce, gestualità, il contatto con gli occhi, lo spazio e il tocco veicolano emozioni e significati che possono modificare il messaggio verbale, se non persino supplirlo.

Giacché solo una piccola percentuale del significato veicolato in uno scambio di comunicazione sociale si basa sul linguaggio verbale, per un’appropriata comprensione è di fondamentale importanza decodificare anche gli aspetti non verbali della comunicazione. Peraltro il non verbale ed il paraverbale sono molto più legati alle esperienze pregresse e alla cultura di provenienza dei soggetti e possono prestarsi a interpretazioni errate.

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