Mito degli Indiani Jivaros dell’Amazzonia

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C’era una volta Etsa, il Sole, figlio del Creatore. Il Creatore prese del fango e lo soffiò su Etsa mentre dormiva. Questo fango divenne una donna, la Luna (Nantu), alla quale Etsa volle unirsi ma Nantu s’impaurì e rimase insensibile alle attenzioni di Etsa.

Approfittando di un attimo di distrazione di lui (che si stava dipingendo il viso per sedurla meglio), Nantu volò nel mondo superiore come una freccia e qui si dipinse anche lei il volto, ma con delle linee nere, prima di scalare il cielo come un giaguaro. Per raggiungerla, Etsa si fece aiutare da due pappagalle, legandosele ai polsi e alle ginocchia.

Gli uccelli volarono in alto e raggiunsero Nantu. Scoppiò una violenta lite tra i due e, incollerito, Etsa colpì Nantu: ci fu la prima eclisse di Luna. Poi Nantu ebbe il sopravvento e ci fu la pirma eclisse di Sole. Il risultato di questa lite, destinata a ripetersi, fu la sottomissione di Luna a Sole.

Nantu, sconfitta, pianse e il suo volto divenne rosso. Etsa e Nantu finirono per sposarsi e congiungersi sulle rive del fiume Kanusa. Incinta di Sole, Luna crebbe. Nacque un bimbo, Unusci (il “pigro”), antenato dei Jivaros, che presto ebbe fratelli e sorelle tra i quali il delfino amazzonico, il pecari, e soprattutto una fanciulla, Manioc, amica e intima compagna dei Jivaros.

FONTE: mito degli Indiani Jivaros dell’Amazzonia, riadattato da BORGEAUD P., L’astro del giorno in alcuni miti, in “Corriere dell’Unesco”, marzo 1995.

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