Ruolo dei rifugiati e educazione nutrizionale

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La valutazione nutrizionale va effettuata il più presto possibile, da un nutrizionista di adeguata esperienza; deve includere un’indagine antropometrica, oltre ad informazioni sulla sicurezza alimentare; sono necessari regolari accertamenti, sia per controllare lo stato nutrizionale di tutta la comunità rifugiata, sia per individuare i singoli e i gruppi che hanno bisogno di particolari cure e aiuti alimentari; oltre al tasso di malnutrizione, occorre raccogliere dati sulla mortalità e la morbilità, per comprendere le cause profonde della malnutrizione e individuare coloro che più ne soffrono.

Grazie a un’apposita formazione, i rifugiati devono collaborare sin dall’inizio all’organizzazione e alla gestione dei programmi nutrizionali.

Quando non si possono evitare alimenti poco conosciuti o nuovi metodi di cottura, è in ogni caso necessario impartire ai rifugiati una semplice educazione nutrizionale. Organizzata nel quadro di una regolare attività in tale campo, fornirà consigli sui seguenti argomenti: alimentazione dei neonati e dei bambini malati, terapia della diarrea, igiene alimentare di base e preparazione dei viveri disponibili, per ricavarne il massimo beneficio nutrizionale.

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