Protezione temporanea

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Alcuni paesi adottano una definizione restrittiva del termine “rifugiato”, che non comprende quanti fuggono da conflitti armati (considerati, invece, rifugiati ai sensi della definizione contenuta, ad esempio, nella Convenzione dell’Oau).

In tali paesi, si parla di “protezione temporanea” quando essa è estesa ad alcune categorie di persone, chiaramente bisognose di una protezione internazionale, ma per le quali il riconoscimento come rifugiati presenterebbe difficoltà, perché non rientrerebbero nella definizione restrittiva, oppure perché sarebbe impossibile una determinazione individuale dello status, a causa del gran numero di interessati.

Gli elementi fondamentali della protezione temporanea sono:

  1. L’ammissione nel paese d’asilo;
  2. Il rispetto dei diritti umani fondamentali, con un trattamento conforme ai principi umanitari riconosciuti a livello internazionale (ad esempio, quelli di base applicabili ai rifugiati);
  3. La protezione contro il respingimento;
  4. Il rimpatrio volontario, quando la situazione nel paese d’origine lo permetta. In genere, le persone ammesse in un paese nell’ambito di un programma di protezione temporanea non godono di tutta la gamma dei benefici accordati ai rifugiati riconosciuti come tali.
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