Sicurezza nelle zone di conflitto

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Nelle situazioni di conflitto armato, il diritto umanitario internazionale assicura la protezione ai civili, in ciò compresi i rifugiati. Nei conflitti non interstatali (vale a dire conflitti armati interni, ma non operazioni di polizia), tutte le parti interessate sono tenute, in virtù delle Convenzioni di Ginevra del 1949, a rispettare tutte le persone che non prendono parte attivamente alle ostilità, e in particolare a:

  1. Trattarle umanamente e senza distinzione di razza, religione, sesso, nascita, ricchezza o altri criteri analoghi;
  2. Astenersi da violenze contro la vita e le persone;
  3. Non catturare ostaggi;
  4. Rispettare la dignità personale;
  5. Non pronunciare sentenze né procedure ad esecuzioni senza un regolare procedimento giudiziario;
  6. Raccogliere e curare i feriti e i malati.

Il Comitato internazionale della Croce Rossa è l’organismo incaricato di vigilare sull’osservanza del diritto umanitario internazionale, in situazioni di conflitto armato. Nella maggior parte dei casi di conflitto armato o di guerra civile, il Cicr offre la propria collaborazione a tutte le parti in causa, per assistere le vittime e garantire la protezione delle popolazioni civili – compresi, se del caso, rifugiati e altre popolazioni esuli – come pure la protezione dei prigionieri.

Quando il Cicr è presente, il personale di assistenza deve richiederne la collaborazione, per beneficiare della sua esperienza sul modo di trattare, in situazioni di conflitto armato, con interlocutori governativi e non.

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