Reinsediamento in un paese terzo

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Il reinsediamento (vale a dire l’integrazione in un paese terzo) va preso in considerazione quando i rifugiati non possono né rimpatriare né sistemarsi nel paese di primo asilo, oppure vi si trovano in pericolo.

Si decide il reinsediamento quando non c’è altro modo per garantire la sicurezza fisica o legale degli interessati. Il reinsediamento d’emergenza può essere preso in considerazione in caso di:

  1. pericolo immediato di respingimento verso il paese d’origine;
  2. pericolo immediato di espulsione verso un altro paese, dal quale il rifugiato potrebbe essere respinto verso il paese d’origine;
  3. pericolo di arresto arbitrario, internamento o reclusione;
  4. pericolo per l’incolumità o violazione dei diritti umani nel paese d’asilo, analoghi a quelli contemplati nella definizione di rifugiato, che rendono l’asilo insostenibile.

Le categorie di rifugiati che possono essere prese in considerazione sono le seguenti: superstiti di violenze e torture; rifugiati affetti da patologie gravi, non curabili nel paese d’asilo; donne a rischio; bambini e adolescenti.

Occorre dare la priorità ai rifugiati che hanno urgente bisogno di protezione legale e fisica, come le donne a rischio e quei minori non accompagnati per i quali si è accertato che il reinsediamento risponde al loro “superiore interesse”.

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