Operazioni psicologiche: La propaganda

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Si definisce propaganda qualsiasi genere di persuasione organizzata… che tenta di manipolare i comportamenti, le idee e le azioni di una persona… Tutti i mezzi di comunicazione di massa sono utilizzati come veicolo per la propaganda. E possono essere divisi in due categorie: quelli parlati e quelli scritti…

La propaganda occulta parlata comprende voci false, i contatti personali, le agitazioni e le dimostrazioni, l’uso dell’istruzione, della cultura e della religione, la radio, il teatro e il cinema.

La propaganda occulta scritta comprende i volantini, i manifesti, i libri e i saggi, i quotidiani e le agenzie di stampa, i documenti contraffatti, le lettere e le petizioni. La nostra mente è tendenzialmente pigra.

 Il giudizio critico, basato sull’esame empirico, ossia dei fatti, non piace alla mente comune perché richiede lavoro, impegno, indagine e capacità di analisi.

Un giudizio aprioristico, astratto, inverificabile e perentorio, invece, appaga e attrae. E, su questa naturale tendenza della nostra mente, il propagandista lavora utilizzando precise tecniche.

La propaganda da sola, però, soprattutto nel breve periodo, non è sufficiente a causare nella popolazione “obiettivo” un mutamento di atteggiamenti e comportamenti tali da spingerla all’azione. Gli individui, infatti, conservano pur sempre una certa capacità di critica e di decodificazione dei messaggi.

Questa capacità, tuttavia, viene considerevolmente ridotta in un contesto di crisi, insicurezza, frustrazione e paura collettiva: «In questo stato anche se l’informazione non è credibile può essere creduta». Proprio per questo per permettere alla propaganda di esplicare con più rapidità i suoi effetti e raggiungere il risultato desiderato a parole, immagini e simboli, quando necessario, si devono aggiungere specifiche operazioni psicologiche ( PSYOPS , Psychological Operations ).

Dal momento che è lo scopo da raggiungere che determina e guida le operazioni psicologiche, queste possono consistere in azioni politiche, militari, economiche o ideologiche.

Un’operazione psicologica che può essere definita come una serie di piani/attività/eventi rivolti ad uno specifico obiettivo può comprendere una sola azione, oppure una serie programmata di sub-azioni effettuate durante un determinato arco di tempo: il c.d. “ Protocollo” .

I principi psicologici posti a fondamento delle Psychological Operations sono tanto semplici, quanto atroci: per spingere un obiettivo all’azione desiderata agiscono sui bisogni  su quelle mancanze o insufficienze che spingono un individuo ad agire per soddisfarle per creare frustrazione,  insicurezza e paura.

Infatti, più queste emozioni aumentano, più la tensione aumenta, più l’individuo sarà portato ad agire, ovvero a reagire senza riflettere, nella direzione voluta dall’operatore appena gli si presenta l’occasione: l’idea fissa tende a trasformarsi in azione.

L’operatore dunque, per raggiungere l’obiettivo, indirizza i propri sforzi: prima nel creare un bisogno (di sicurezza, di lavoro, di giustizia, ecc.); poi nell’impedire, per un certo periodo, che l’obiettivo possa soddisfarlo, così da causare frustrazione, insicurezza e paura; quindi nel “suggerire” il comportamento da tenere, ovvero l’azione da compiere, per appagarlo.

In un crescendo di cinismo e follia, i documenti di guerra psicologica declassificati  indicano con precisione agli operatori le azioni da compiere per creare frustrazione, insicurezza e paura nell’obiettivo: creare scarsezza di viveri, abitazioni, vestiario e di altre necessità; sviluppare al massimo la corruzione e la concussione tra i capi e la popolazione; stimolare il dissenso tra le élite politiche e militari; appoggiare forme di sanzioni economiche; creare inflazione e tassazione esorbitante e non equa; fomentare l’intolleranza razziale e religiosa; creare disunità politica e mancanza di fiducia nei capi; incoraggiare la discordia tra elementi sociali, politici ed economici, creando risentimento tra di loro e contro il governo; creare mancanza di risorse che possano sostenere l’economia; attuare un regime poliziesco con arresti in piena notte e censura; fomentare rivolte e sovversioni; compiere azioni di sabotaggio, terrorismo e violazione di diritti umani.

I protocolli di psyops, che, ricordiamo, prevedono una serie di “operazioni” da eseguirsi in maniera crescente sino al raggiungimento del risultato desiderato, possono essere così schematizzati:

  • infiltrazione;
  • propaganda;
  • provocazione;
  • ricatti;
  • omicidi;
  • stragi;
  • colpo di Stato o attentato  .
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