Che cos’è il benessere

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Nella definizione del benessere bisogna innanzi tutto fare riferimento a due analisi e prospettive che si caratterizzano da diversi approcci teorici. La prospettiva edonica (fra gli altri di Diener e Schwarz) è basata sul benessere soggettivo (SWB, Subjective Well-Being), che si concentra sulla soddisfazione della vita e sulla dimensione affettiva.

Per Ed Diener il benessere soggettivo si compone di tre elementi: la soddisfazione di vita, lo stato emotivo positivo e lo stato emotivo negativo (affect). L’analisi prevalentemente eudaimonica (Ryan e Deci), utilizzando invece il termine di “benessere psicologico” (PWB, Psychological Well-Being), fa principalmente riferimento al concetto dell’autorealizzazione di se stessi e si mette in relazione alla condivisione di obiettivi.

I Greci chiamavano infatti eudaimonia la condizione di uno “spirito buono” (eu bene e daimon spirito), ovvero lo stato di chi è posseduto da un buon demone, da una sorta di buona condizione che gli permette di prosperare. Questo stato poteva essere raggiunto con diverse modalità, in funzione della dottrina filosofica professata.

Per Aristotele la felicità era la perfetta beatitudine della contemplazione teorica, mentre per gli epicurei questa corrispondeva all’imperturbabilità, specie nei confronti dei beni materiali, intrinsecamente effimeri e transitori.

Altri autori (Ryff e Singer) identificano il benessere come ricerca dell’attualizzazione del proprio potenziale personale, suddividendolo in sei diverse dimensioni. Si parla quindi di autonomia, crescita personale, accettazione di sé, scopo nella vita, padronanza ambientale, relazioni positive con gli altri.

Carol Ryff ritiene che la felicità non è tutto e che quanto sta al di sotto della definizione di benessere è molto più complesso di ciò che le ricerche hanno evidenziato.

Il well-being quindi è un processo multidimensionale che comprende differenti aspetti, tutti specificamente da indagare. All’analisi degli ambiti soggettivo e psicologico del benessere deve associarsi anche una riflessione di tipo sociale.

La componente relazionale è parte di una compiuta analisi del well-being, al di là della considerazione degli elementi eminentemente individuali.

Inoltre la definizione di benessere è influenzata da aspetti tipicamente culturali. In questo contesto può essere efficacemente osservato che i fattori costitutivi di tipo oggettivo, storicamente analizzati come indicatori del benessere (reddito, PIL), possono passare in secondo piano rispetto ad un contenuto eminentemente soggettivo.

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