Agosto 27 2020

In Viaggio IV

“In Africa l’ingresso nella mia vita di un’altra razza, essenzialmente diversa dalla mia, corrispose in me ad una misteriosa espansione del mio mondo. La mia voce e la mia canzone, vivendo là, acquistarono una seconda voce, e nel duetto, divennero più ricche e piene”.

Karen Blixen – Ombre sull’erba

Vaccinazioni obbligatorie e facoltative

La vaccinazione, cioè la somministrazione di un estratto di microbi, uccisi o vivi ma inattivati in vario modo, stimola le difese naturali dell’organismo (produzione di anticorpi) nei confronti di quel microbo, in modo tale che il successivo contagio non produce l’infezione e la malattia.

Al viaggiatore occidentale va ricordato in particolare che:

  • Non tutte le malattie hanno ancora un vaccino (esempi tipici sono la malaria e l’AIDS contro i quali gli scienziati ricercano un vaccino da anni);
  • Non tutti i soggetti vaccinati ne ottengono una completa immunizzazione;
  • Quasi sempre l’immunizzazione, cioè la capacità di resistere all’infezione, si riduce con il passare del tempo. Ciò significa che un bambino vaccinato contro la poliomielite dopo venti trent’anni non è più protetto e, sebbene in Italia, dove la polio non esiste più, non corra rischi, i rischi li corre in un soggiorno prolungato in India o in Africa dove la polio è ancora diffusa; per lo stesso motivo nella vaccinazione antitetanica occorre un richiamo ogni dieci anni, perché gli anticorpi contro il tetano progressivamente si esauriscono;
  • I vaccini, per avere efficacia, devono essere praticati almeno due settimane prima della partenza, molto meglio se quattro, e comunque vanno somministrati sempre sotto il controllo di un medico.
  • Le vaccinazioni con virus uccisi o con anatossina possono essere fatte simultaneamente, anche due o tre assieme (ad es. vaccinazione antiepatite A e B, antidifterica, antitetanica) e possono essere associate ad una vaccinazione con virus vivi (ad es. antitifica orale, antipolio, antifebbre gialla). Quelle con virus vivi non vanno invece mai associate, ma deve intercorrere un periodo di quattro settimane.

 Vaccinazioni obbligatorie

Sono richieste da certi paesi, non per tutelare il turista, ma per impedire l’ingresso di persone ammalate all’interno del paese. Oggi soltanto la vaccinazione contro la febbre gialla è pretesa da alcuni stati, soprattutto dell’Africa equatoriale, ma solo per tutelare i propri cittadini contro l’importazione della febbre gialla da altri paesi (sono curiosamente anche quelli europei, dove la yellow fever non è mai esistita).

Vaccinazioni facoltative

 Sono quelle raccomandate nell’interesse del viaggiatore il quale, in certi paesi a basso livello igienico, è fortemente esposto al rischio di ammalarsi, specialmente se il soggiorno è prolungato e prevede il contatto diretto con le popolazioni locali, in particolare rurali. Sono quindi inutili per il turista degli alberghi a “cinque stelle” ma possono essere importanti per viaggiatori “fai da te” e per i trekker.

Oggi si devono considerare a basso livello igienico, e pertanto a grave rischio di infezioni, anche i paesi dell’ex-URSS, nei quali l’apparato sanitario è compromesso dalle difficoltà economiche e politiche.

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